venerdì 14 novembre 2014

PARENTI SERPENTI


Persone prive di vergogna e senza scrupoli, al mondo, ce ne sono a palate, ma la cosa più triste è che, purtroppo, ne esistono anche nelle nostre belle famigliole.

Certo, quando le "merdine" hanno il tuo stesso sangue, oltre alle incazzature che ti fan prendere, un pelo di vergogna ti viene. Solo per il fatto che quell'escremento porta il tuo stesso cognome vorresti nasconderti agli occhi del mondo. Perché ogni famiglia ha la sua pecora nera, la mela marcia. Quella  che non ti riesci proprio a spiegare da dove sia caduta, non riesci a trovare la minima somiglianza con gli altri consanguinei, nessun nesso, zero collegamenti, apparenti o concreti che siano. Eppure quel soggetto fa parte dell'albero genealogico, a quel ramo più o meno lontano, e questo non lo si può cancellare. Di queste simpatiche parentele ce ne sono di varie specie e di diverso grado, ma io voglio analizzare la figura peggiore: il figlio/a ingrato e degenere.

Colui/lei che, essendo opportunista, egoista, ipocrita e arrivista in tutti gli ambiti della sua vita lo è anche, squallore tra gli squallori, con il proprio genitore. Quello stesso genitore che gli ha dato la vita, che lo ha cresciuto, che gli è stato vicino durante i momenti bui, dall'infanzia all'età adulta, per cui ha fatto sacrifici innumerevoli cercando di tutelarlo dai dolori della vita. Eppure, quando quel genitore diventa anziano e i ruoli si invertono, quando il figlio dovrebbe ricordare tutto ciò che ha ricevuto e ricambiare con gratitudine e sopratutto amore, proprio in quel momento, invece, il pezzettino di cacca gira le spalle e se ne va. Se ne frega del genitore, non lo considera, non lo aiuta, pensa a vivere la sua vita perché il padre o la madre sono un peso, un ostacolo per la sua quotidianità. E certo, perché, cara la mia cacchina, quando eri piccola e avevi bisogno di cure e sostentamento, per il tuoi genitori tu cos'eri? Non rappresentavi forse un impedimento per la loro libertà? Ma loro non la vivevano così, no, non avevano il tuo cinismo e il tuo egoismo! Per loro eri un figlio, eri una cosa preziosa da accudire, proteggere e mai e poi mai si sarebbero sognati di lasciarti solo, mai e poi mai ti avrebbero messo in un angoletto perché troppo impegnati a vivere la propria vita, mai e poi mai ti avrebbero usato per i propri scopi!  E ora che loro hanno bisogno di te tu ne sbatti allegramente le balle. Bravo, complimenti, una bella personcina davvero! Priva di qualsivoglia scrupolo e coscienza, senza cuore e senza bontà.

Cattiveria? Si, forse, ma anche qualcosa di molto peggio. Perché il disinteresse verso tua madre o tuo padre è qualcosa di più, qualcosa di tremendamente grave, di imbarazzante, di imperdonabile. Per non parlare dell'opportunismo! Di quando lo cerchi solo perché ti serve, per sfruttare qualche situazione, economica e non. Forse è questione di carattere? CARATTERE?!!! No, perché non occuparsi di un genitore è un crimine vero che dovrebbe essere punito dalla legge, altro che carattere! Ne conosco qualcuno di questi soggetti, decisi ad ottenere ciò che vogliono, dritti per la loro strada, passerebbero sul cadavere di chiunque, anche del genitore, se fosse necessario. Ma allora io dico, grandissima testa di cazzo che non sei altro, hai completamente dimenticato tutto quello che quel povero genitore ha fatto per te? Ma come fai a dormire la notte?! Come riesci a guardarti allo  specchio senza sentire il bisogno di vomitarti addosso e di chiamare l'esorcista? E mentre tu, essere disdicevole, sei li che vivi la tua vita fregandotene, quel genitore invecchia sempre più, nella consapevolezza che quel figlio a cui tanto ha dato non lo ama, lo ha abbandonato. Ecco, per questo motivo, solo immaginando questo suo dolore, questa sua angoscia, solo immedesimandomi in quel genitore mi scatta una rabbia che manco Hulk nel suo massimo splendore!

Non ci posso fare nulla, quando penso agli anziani, così come ai bambini, abbandonati o maltrattati, mi viene una tale sete di giustizia che sarei capace di andare in galera se avessi tra le mani i soggetti che causano cotanto dolore. Sono questi i momenti in cui mi auguro di cuore che ci sia, un giorno, chissà dove, una qualche  giustizia divina, un momento in cui, di fronte ad un qualche Dio, ognuno debba rendere conto delle sue azioni, sperando che, prima o poi, quella coscienza che tutti noi abbiamo, ma che evidentemente la merda di cui sopra non possiede, torni a farsi sentire, con una forza e una violenza tale da fare male, tanto male. Perché poi quel genitore, si sa, perdona sempre il figlio, perché non esiste amore più incondizionato di quello di una madre o di un padre, ma è pur vero che esiste un altro perdono, più grande, quello che devi concederti da solo, un giorno, quando e se quella coscienza si risveglierà, e quello sarà un perdono molto difficile da ottenere.

Per il resto spero ci pensi la vita a pareggiare i conti e a punire questi esseri immondi per il dolore che seminano ovunque passino. Per il dolore di quei genitori invece spero solo che tutta una vita passata a tribolare sia stata una grande scuola di forza e coraggio, quello stesso che permetta loro, negli ultimi anni della propria vita, di trovare una serenità in se stessi, nelle persone che li amano, in ciò che di bello e buono han fatto e nella saggezza conquistata, perché agli anziani che vedo sorridere, nonostante gli acciacchi, i problemi e i dolori, io esprimo tutta la mia più profonda ammirazione. Soprattutto alla mia mamma, che dopo tanto patire è arrivata a 81 anni con una forza e una grinta di cui io non sarei capace, ma che, nella sua (eccessiva) bontà, sa perdonare l'imperdonabile, continuando a dare amore, senza se e senza ma. A lei la mia stima e la mia gratitudine più assoluta per l'amore che mi ha saputo donare e dimostrare, per le volte in cui mi è stata vicina, soffrendo per me e con me, per le volte che mi ha saputo dare forza e coraggio quando altrimenti sarei crollata. Per tutte le volte che ha cercato di difendermi dai dolori e dalle delusioni, anche non riuscendoci sempre, io le dico un grazie infinito. Nonostante i chilometri di distanza che mi separano da lei io farò del mio meglio, fino alla fine, per difenderla da chiunque si azzardi a farla soffrire.

Per dirla alla Celentano, l'amore per una mamma è Rock! Lo dimostra Bruce Springsteen che ha sempre nutrito un profondo affetto e una totale riconoscenza per mamma Adele, colei che ha sempre sostenuto il suo sogno di diventare musicista, incoraggiandolo e comprandogli la sua prima chitarra. Il Boss non ha mai fatto mistero di questo profondo legame che ha con la sua mamma e non stupisce affatto che, in una delle sue tappe del tour di "Wrecking Ball" l'abbia fatta salire sul palco per ballare con lui. Vedere mamma Adele (88 anni suonati) e figlio che ballano insieme sul palco è commovente ed emozionante. Bello sapere che esistono figli così, che nonostante la scorza da duri rockers, dentro hanno un cuore capace di amare e di ricordare l'amore ricevuto.

Il Boss e mamma Adele

A mamma Adele il Boss ha dedicato una canzone, un modo per dirle grazie per il sostegno e per aver creduto in lui. La posto con i sottotitoli in Italiano. Bellissima...

Bruce Springsteen - i Wish

2 commenti:

  1. Che tristezza e....che rabbia!
    soprattutto perchè nella maggior parte dei casi non puoi proprio far nulla! Ne ho viste tante di storie così purtroppo e spesso bisogna solo sperare che la ruota giri anche per loro, che il karma li ripaghi con la loro stessa moneta.
    I genitori che sono anziani oggi sono quelli che hanno vissuto gli effetti che ha lasciato la guerra, quelli che si sono dovuti sudare molto tutto quello che hanno. quelli che hanno fatto i sacrifici più grossi per dare un futuro alla loro prole....e che meriterebbero solo inchini, solo rispetto.

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  2. Bravo! Rispetto e inchini! Peccato, però, che molti questo non lo capiscono e continuano a "sputar loro in faccia" odio e disamore. Ma io continuo a sperare in quella giustizia che poi pareggia i conti e, come dici tu, in quella ruota che, prima o poi, anche ci volessero anni, gira...

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